martedì, dicembre 12, 2006

Dell'articolo di Carbonaro condivido la prima parte, le critiche al gioco, ma non la soluzione proposta, il cambio di modulo.

Innanzi tutto il modulo di una squadra si legge quando è l'avversario a gestire il pallone.
In quest'ottica e viste le nostre caratteristiche non credo ci sia una tattica migliore del 3-3-1.

Analizzando le ultime partite non è certo la fase difensiva il nostro limite.
I gol presi dipendono quasi sempre o dalla bravura degli avversari o da errori dei singoli, e questo con la tattica c'entra poco.

Il problema non è quindi la disposizione tattica ma come ci comportiamo quando dobbiamo attaccare.
Come dice Spalletti e anche altri illustri colleghi "il gioco non è una questione di numeri(4-1-4-1 o 4-2-3-1), ma di atteggiamenti"..."dipende da quanto siamo bravi a sviluppare certe situazioni".

Ma quale sono queste situazioni?
La riuscita di una buona fase offensiva dipende da tanti piccoli atteggiamenti, e sono questi che vanno migliorati.

1. AGGREDIRE GLI SPAZI: tolto il difensore centrale che deve coprire sempre sull'attaccante che non rientra, gli altri dovrebbero muoversi e farsi trovare liberi per ricevere il pallone.

2. SOVRAPPOSIZIONI e INCROCI: i movimenti senza palla allargano le maglie avversarie e creano spazi per i passaggi e inserimenti senza palla, alleggeriscono il pressing.

3. ATTENZIONE PER I DETTAGLI: in una partita si ripetono tante piccole situazioni che se non trascurate possono diventare armi importanti.

Esempio : una volta che il terzino va a battere il fallo laterale (ed è il primo dettaglio), se c'è uno che spizza il pallone un'altro ci deve essere un'altro che raccoglie la spizzata (cosa di cui si lamenta spesso Marsili).
altrimenti è palla persa a priori.

4. PROVARE IL TIRO: è vero che arriviamo poco al tiro, ma è anche vero che non tiriamo mai o quasi e se non tiri è difficile segnare.

Come stiamo imparando a difendere dobbiamo semplicemente imparare ad attaccare, al di là delle tattiche.